Mission

Perché d'improvviso il mio corpo si lascia invadere da squilibri, da infezioni con batteri, virus, funghi, reagisce violentemente contro sostanze innocue (allergeni), aggredisce i tessuti del mio stesso corpo, e non uccide cellule degenerate che portano a processi espansivi tumorali?

 

Vediamo di capirlo...

 

Già duemila anni fa Ippocrate ci diceva che "Le malattie non sono un effetto del caso: sono le conseguenze di un certo modo di vivere". Se continuiamo a mantenere le  abitudini fisiche e mentali che ci hanno portato ad una malattia, è evidente che le cure, quali esse siano, saranno semplicemente dei palliativi e, da sole, non potranno condurre ad una vera guarigione.

 

In questi ultimi decenni ci si è resi sempre più conto che la medicina chimica e chirurgica era impotente di fronte al flagello delle malattie della civiltà attuale quali le affezioni cardiovascolari, il cancro, l'AIDS, i reumatismi, le allergie,  ecc. La medicina moderna ha cercato di lottare contro le malattie per farle scomparire; considerate come nemici che attaccavano senza motivo persone innocenti, le malattie dovevano essere eliminate con i mezzi più drastici.

 

Su tutti i fronti della medicina, le baionette chirurgiche e i cannoni chemioterapici non sono riusciti a instaurare la ‘pace della salute’. Anzi, le malattie iatrogene -cioè causate dai trattamenti medici- sono diventate più pericolose  delle epidemie del passato. La medicalizzazione della nostra salute è diventata un vero cancro sociale.

 

Tuttavia, tanto all'interno che all'esterno del mondo medico, sta crescendo una reazione alle aberrazioni di un sistema disumano e sempre più oneroso. Al concetto della "malattia nemico" si sostituisce quello della "malattia-lezione di salute", che  significa da un lato orientarsi verso un approccio globale, olistico, che permetta alle persone-pazienti di scoprire i rapporti di causa-effetto tra il loro modo di vivere e i disturbi alla salute di cui soffrono, e, dall'altro lato, insegnare loro gradualmente  come elaborare i conflitti, preservare l'immunità ed accrescere la vitalità.

 

La salute, come la guarigione, non sono una condizione stabile, ma un equilibrio dinamico!

 

La vera guarigione non viene mai dal di fuori, è un processo interno che si compie in modo naturale e spontaneo se lasciamo che il corpo faccia il proprio lavoro. Ma se le abitudini psichiche e fisiche sono costantemente immunodepressive  viene mantenuto il solito stile di vita allora la malattia si sviluppa e guadagna terreno e, qualunque cura si applichi rallenta o ritarda la sua manifestazione senza però permettere la guarigione.

 

Dimentichiamo troppo spesso che l'uomo non è soltanto un corpo, è un essere duplice, costituito da una parte materiale - il corpo- e da una parte immateriale -la mente e l'anima-. Oggigiorno si va sempre più riscoprendo che nella malattia  non contano soltanto le manifestazioni del nostro corpo, ma che anche le nostre emozioni, la nostra sensibilità, il modo in cui viviamo, svolgono un ruolo importante nel riuscire a mantenerci in salute.

Stanno nascendo nuovi modi di curare che si impegnano a trattare insieme il corpo e la psiche Non ci si rivolge più soltanto ai sintomi fisici mostrati dalla malattia  ma anche al ‘sentito’ della persona. La condizione emotiva, lo stato d’animo assumono un’importanza rilevante se non addirittura determinante rispetto al programma biologico che il corpo manifesta e che noi –erroneamente-  ancora oggi chiamiamo malattia.

 

Vi sono sempre più studiosi che ricercano e promuovono le condizioni che possono guarire il corpo e la mente partendo dalla comprensione del significato della malattia, considerando oltre le cure farmacologiche,  quali atteggiamenti, credenze nonché un cambiamento di stile di vita, possono permettere alla persona di raggiungere una buona salute psico fisica emotiva

 

Tutto questo perché la malattia è un linguaggio! Da millenni l'uomo ha imparato a comunicare con i suoi simili; ha elaborato progressivamente un linguaggio ed una scrittura. Oggi siamo in pieno nell'era della  comunicazione: comunichiamo via cavo, via radio, via satellite, ecc. Sempre più occupati a comunicare con l'esterno e più lontano, nell'infinitamente grande e nell'infinitamente piccolo, ma sempre più abbiamo perso di vista il riuscire a comunicare  con noi stessi 

 

La malattia ci trasmette un messaggio ed è un potente mezzo di comunicazione! Perché?

Perché certi stati emotivi, certi conflitti non totalmente espressi dalle parole, dalle azioni e dalle emozioni, ma incessantemente ‘rimuginati’ in un  continuo soliloquio interno, si rivelano attraverso il corpo. Così ognuno di noi, secondo le proprie esperienze, secondo la sua storia, pronuncia, incidendole nel proprio corpo, le parole che non sappiamo dire e le emozioni che non  riusciamo ad esprimere.

 

I conflitti, provocati in genere da episodi della vita quotidiana, siano essi coniugali, familiari, sociali o professionali, non si materializzano nel nostro corpo a caso, ma seguendo una legge analogica ben precisa che stabilisce una relazione di causa-effetto  fra il conflitto interiore –stato d’animo, psiche-, un’area specifica del cervello –  a seconda del tipo di sentito potrà essere, tronco,cervelletto, midollo cerebrale, corteccia- ed il corrispettivo preciso luogo nel nostro  corpo, cioè organo o parte di organo corrispondente alla zona del cervello che è stata coinvolta.

 

Ciò che non possiamo accettare, ciò che non sappiamo esprimere con parole, emozioni e atti, il corpo lo dirà, lo griderà o lo urlerà a squarciagola per mezzo degli squilibri e delle malattie Tutte le  tensioni emotive non espresse vengono conservate nelle memoria del corpo fino a quando le circostanze non ne permettono la liberazione definitiva.